[email protected] – INSIEME PER CONOSCERCI

La Fondazione De Agostini e l’Università degli Studi di Torino, in una logica di aiuto concreto, hanno deciso di avviare [email protected] – Insieme per conoscerci”, un progetto che ha lo scopo non soltanto di accelerare l’apprendimento della lingua italiana e di garantire un sostegno allo studio nella nuova scuola di accoglienza, ma anche di facilitare l’inserimento sociale dei ragazzi ucraini in Italia.

L’iniziativa è stata pensata partendo da “[email protected]”, il progetto che Fondazione De Agostini ha ideato in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino nel 2020 per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, emersi a causa della pandemia e i forzati lockdown. Con [email protected] è stato attivato un sostegno allo studio a distanza per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado con difficoltà di apprendimento: tutor universitari seguono gli studenti nello studio pomeridiano, attraverso incontri on line, utilizzando una piattaforma digitale progettata e sviluppata dall’UniTo per videolezioni in sincrono, e per la condivisione di contenuti interattivi.

[email protected] – Insieme per conoscerci” è un progetto di supporto a distanza rivolto alle ragazze e ai ragazzi ucraini inseriti nelle scuole italiane secondarie di primo grado. In una prima fase il progetto verrà attivato in alcune scuole delle province di Torino e Novara, ma in prospettiva potrebbe essere esteso anche alle altre province piemontesi e alla provincia di Milano.

Ogni ragazzo viene seguito in un rapporto uno a uno, per 4 ore a settimana, da un tutor universitario, per una durata di 10 settimane a partire da maggio 2022, attraverso la piattaforma digitale di “[email protected]”.

I tutor che partecipano al progetto sono studenti dell’Università degli Studi di Torino ucraini e internazionali, opportunamente formati dall’Università, in grado di accompagnare i ragazzi nello studio, ma anche capaci di accoglienza, ascolto e buone relazioni, seppure a distanza, seguendo le linee guida della “peer education” (cioè un’educazione tra persone simili, che possono condividere un “piano comune” per dialogare).

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