“SERVE UN GRANDE CAMBIAMENTO CULTURALE. GLI ENTI FILANTROPICI POSSONO ASSUMERSI RISCHI E ANCHE SPERIMENTARE NUOVE MODALITÀ DI FINANZIAMENTO”

“Di fronte a trasformazioni caratterizzate da una portata epocale, in termini di dimensioni e impatto, ma anche di una velocità mai sperimentata prima, gli attuali modelli organizzativi risultano spesso inadeguati”, riflette in questa intervista con FUTURA Network Carola Carazzone, avvocato, segretario generale di Assifero, l’Associazione italiana delle fondazioni ed enti della filantropia istituzionale, e membro del board di Dafne (Donors and foundations networks in Europe),  Ariadne (European funders for social change and human rights), e di Ecfi (European community foundation initiative).

Ripartire senza commettere gli errori del passato. Ma gli strumenti che abbiamo sono adeguati?

Davanti alle grandi questioni sociali del nostro tempo – le disuguaglianze, il cambiamento climatico, le xenofobie e i razzismi – la nostra società ha un approccio culturale costruito su modelli di 70 anni fa, che non reggono alla prova dei fatti. Ancora più profondamente, l’attualità mette in discussione il sistema della produzione della conoscenza e della formazione delle competenze. Un sistema a “canne d’organo”, come quello che prevale oggi, con percorsi a silos separati nelle varie discipline, non è più in grado di fornire gli strumenti necessari per accogliere la complessità. Da decenni Edgar Morin invoca l’educazione a un “pensiero complesso e globale”, che ci porti ad abbracciare la complessità, oggi frammentata e dispersa in discipline settoriali. Nel mondo odierno abbiamo bisogno di più filosofi e più fisici, di persone che provengono da discipline diverse, con percorsi e storie differenti, ma che siano capaci di contaminarsi per abbracciare la complessità.

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