IL GOVERNO CONTE AFFONDA IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE?

Il futuro del Servizio Civile Universale è giunto a un passaggio decisivo. Entro il 20 ottobre il Governo deve presentare al Parlamento la Legge di Bilancio. Con una missiva 127 Enti chiedono al Governo di finanziare davvero in maniera adeguata il SCU. Allo stato attuale infatti risultano stanziati dall’ultima Legge di Stabilità 99 milioni di euro per il 2021 e 104 per il 2022: con tali cifre gli avvii precipiterebbero dai 53mila del 2018 ai 18mila del 2021.

Dopo mesi di incontri, elogi e promesse il futuro del Servizio Civile Universale è giunto a un passaggio decisivo. Un futuro che solo scelte economiche e politiche del Governo possono cambiare. Entro il 20 ottobre il Governo deve presentare al Parlamento la Legge di Bilancio e con questa missiva gli Enti chiedono al Governo di finanziare davvero in maniera adeguata il SCUAllo stato attuale infatti risultano stanziati dall’ultima Legge di Stabilità 99 milioni di euro per il 2021 e 104 per il 2022: con tali cifre gli avvii precipiterebbero dai 53mila del 2018 ai 18mila del 2021. Gli Enti attendono fiduciosi una positiva risposta.

Il testo della missiva indirizzata al Presidente del Consiglio Avv. Giuseppe Conte, al Ministro con delega al Servizio Civile On. Vincenzo Spadafora e al Ministro dell’Economia e delle Finanze On. Gualtieri.

“Signor Presidente, signori Ministri. Alla vigilia della proposta del Governo di legge di stabilità 2021, riteniamo necessario richiamare la vostra attenzione sulla situazione e le prospettive del Servizio Civile Universale. Questo istituto repubblicano, che sta incontrando il consenso dei giovani, la partecipazione delle organizzazioni del Terzo Settore e degli enti pubblici, a cominciare da quelli locali, l’interesse di tanti commentatori, senza una vostra scelta di dotazione di fondi adeguati andrà in crisi già nel 2021.

Infatti, come da più parti richiamato, inclusa la lettera che nel Luglio scorso 155 organizzazioni di servizio civile vi avevano inviato, senza una dotazione finanziaria che stabilizzi a 50.000 posizioni all’anno le opportunità di accesso dei giovani ai programmi di servizio civile, questa esperienza imploderà. Per realizzare questo obiettivo, da più parti, si ritiene necessario un budget annuale minimo di 300 milioni di euro. La legge di stabilità 2020 aveva stanziato 99 milioni per il 2021 e 104 milioni per il 2022. Serve quindi una scelta politica del Governo, che superi le scelte dei Governi precedenti di contare su rincorse a fondi aggiuntivi in corso d’anno, peraltro arrivati con il contagocce e in misura comunque insufficiente. Una dotazione di 300 milioni annui per il triennio 2021-2023 permetterebbe di attuare la Programmazione Triennale, definita con il Decreto del 4 Novembre 2019 del Ministro Spadafora, adeguandola alle mutate esigenze e situazioni dei vari territori del nostro Paese, con una ripresa di servizio anche all’estero, inclusa una valutazione su alcune parti della riforma votata dal Parlamento nel 2016.

Permetterebbe di venire incontro alla richiesta di partecipazione dei giovani (nei soli tre anni trascorsi sono state più di 188.000 le domande non accolte per assenza di posti di impiego) dando una risposta positiva alla disponibilità all’impegno che hanno esplicitamente manifestato in questi mesi. Nello stesso tempo sosterrebbe le organizzazioni di Terzo Settore e gli enti pubblici nella realizzazione delle loro attività verso i cittadini. Soprattutto sarebbe un generatore di persone formate all’impegno e alla partecipazione in una fase in cui il tessuto sociale è sempre più lacerato”.

La CNESC – Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile 

Articolo pubblicato su vita.it

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