I GOVERNI DI ITALIA E REGNO UNITO, ALLA GUIDA DI G20 E G7, FACCIANO DEL CLIMA, DELLA BIODIVERSITÀ E DELLA SALUTE PRIORITÀ FONDAMENTALI

Questo l’invito delle 13 fondazioni ed enti filantropici italiani e britannici, parte della piattaforma globale F20, firmatarie di una lettera congiunta aperta indirizzata ai Capi di Governo e Ministri dei due Paesi, che quest’anno presiedono rispettivamente il G20 e il G7.

Identificare a livello globale interventi e iniziative coraggiose e risolute per affrontare tre sfide profondamente interconnesse: la questione climatica, la protezione della biodiversità e la salute. È l’invito che i rappresentanti di un gruppo eterogeneo composto da 13 fondazioni ed enti filantropici italiani e britannici, parte della piattaforma globale F20, hanno avanzato in una lettera congiunta aperta, indirizzata al Primo Ministro Boris Johnson e al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi. I leader delle organizzazioni firmatarie chiedono ai rispettivi Capi di Stato di fare dell’emergenza climatica globale, la tutela della biodiversità e la salute le priorità chiave dei summit G7 e G20, di cui quest’anno assumono la Presidenza.

“Se dalle riunioni G7 e G20 non emergeranno progressi tangibili e nuovi impegni” è riportato nella lettera “non sarà possibile garantire, prima della COP26, cooperazione e progressi ambiziosi in materia climatica”. I firmatari, inoltre, sottolineano nella loro istanza come il buon esito della pre-COP di Milano e della COP26 di Glasgow dipendano fortemente dalla capacità del G7 e del G20 di esprimere volontà politica nell’assumersi nuovi impegni per instaurare un clima di fiducia e solidarietà. In tal senso, un punto cruciale sarà garantire che la distribuzione e l’accesso al vaccino anti COVID-19 siano equi e gratuiti, oltre ad assicurare nuove riforme e risorse finanziarie.

Nella lettera, i rappresentanti delle fondazioni firmatarie delineano anche sei raccomandazioni chiave, riportate di seguito:

  • Congiuntamente, il Regno Unito e l’Italia, forti della propria leadership e democrazia, dovranno esortare tutti i Paesi del G20 ad impegnarsi per raggiungere emissioni zero al più tardi entro il 2050; nonché a inviare il chiaro messaggio che il limite di 1,5°C stabilito dall’Accordo di Parigi è ancora raggiungibile purché, in vista della COP26, vengano prefissati obiettivi NDC (Nationally Determined Contributions) più ambiziosi e conformi a tale limite.
  • Congiuntamente, il Regno Unito e l’Italia hanno la responsabilità di mostrare la propria leadership e di dimostrare cosa significhi un “vero” net-zero, riconoscendo che tanto la rapida eliminazione dei combustibili fossili quanto le NBS (Nature-Based Solutions) sono cruciali per questo obiettivo; così come che non è ipotizzabile che la compensazione delle emissioni di gas serra sia non sostenibile e non regolamentata
  • Congiuntamente, il Regno Unito e l’Italia devono coordinarsi per raggiungere una ripresa globale che sia verde, resiliente, sana ed equa per tutti.
  • Congiuntamente, il Regno Unito e l’Italia devono garantire una solidarietà globale nei confronti dei Paesi più vulnerabili, così che questi abbiano la possibilità di affrontare tre sfide sistematiche: salute, clima e cibo.
  • Congiuntamente, il Regno Unito e l’Italia devono lavorare per catalizzare un maggior riconoscimento della gravissima minaccia alla salute rappresentata dal cambiamento climatico e i costi sanitari dell’inerzia sul clima.
  • Congiuntamente, il Regno Unito e l’Italia hanno l’obbligo di portare i Paesi del G20 ad intraprendere azioni per tutelare a livello mondiale i sistemi naturali, affrontando le cause dirette e indirette della perdita di biodiversità e del degrado dell’ecosistema.

“Questo è un anno chiave nella lotta al cambiamento climatico, la tutela della biodiversità e la ricostruzione dei sistemi economici.” afferma Maria Luisa Parmigiani, Direttrice di Fondazione Unipolis e Co-Chair di F20 “Si tratta di tre sfide profondamente interconnesse e, nel farne fronte, i Governi d’Italia e Regno Unito hanno la grande opportunità di guidare il coordinamento tra i vari Paesi nell’ambito dell’implementazione dell’Agenda 2030 e dell’Accordo di Parigi. Questa lettera aperta porta il contributo di fondazioni ed enti filantropici di Italia e Regno Unito, che integrano nella loro mission e prioritizzano nel loro operato alla questione climatica, in una prospettiva sistemica.

Di seguito sono riportati i firmatari della lettera aperta:

Per l’Italia: Carola Carazzone, Segretario Generale, Assifero(Associazione Italiana delle fondazioni ed enti filantropici); Pierluigi Stefanini, Presidente e Portavoce, ASviS (L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile); Sergio Urbani, Direttore Generale, Fondazione Cariplo; Alberto Anfossi, Segretario Generale, Fondazione Compagnia di San Paolo; Gaetano Giunta, Segretario Generale, Fondazione di Comunità di Messina; Maria Luisa Parmigiani, Direttrice, Fondazione Unipolis

Per il Regno Unito: Allison Robertshaw, Director, Bulb Foundation; Kate Hampton, Chief Executive Officer,Children’s Investment Fund Foundation; Florence Miller, Director, Environmental Funders Network; Mark Southwood, Founder and Trustee, The Southwood Foundation; Andrew Tuggey, Chair, UK Community Foundations; Jeremy Farrar, Director, Wellcome Trust

La versione integrale della lettera in italiano

Ulteriori informazioni sulla Piattaforma F20

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