UN “COLPO D’ALA” PER METTERE L’ITALIA SUL SENTIERO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Giusta transizione, attenzione al Pnrr, alla Legge di bilancio e agli impegni internazionali dell’Italia, dialogo intergenerazionale, presenza nei territori: ecco alcuni punti dell’intensa agenda di lavoro dell’Alleanza Italiana per lo Svikluppo Sostenibile per il 2022.

Non è retorica dire che il 2021 sarà determinante per il futuro dell’umanità.

Questo era il titolo dell’editoriale dell’ultima newsletter dell’ASviS del 2020. Riguardando gli avvenimenti di questi dodici mesi, dobbiamo confermare che il 2021 è stato davvero un anno molto importante, anche se diversi nodi non si sono ancora sciolti. L’arrivo dei vaccini ha posto su basi nuove la lotta alla pandemia; la Cop 26 di Glasgow, pur con risultati non sempre all’altezza delle aspettative, ha messo in moto un processo di accelerazione degli impegni contro la crisi climatica. Il G7 e il G20, rispettivamente a presidenza britannica e italiana, hanno segnato un ritorno alla collaborazione multilaterale, in coincidenza con l’avvio della nuova amministrazione americana. In Italia il nuovo governo ha organizzato con successo la vaccinazione di massa e definito un approccio costruttivo ai fondi europei. Nel suo lavoro, l’esecutivo di Mario Draghi ha potuto contare sull’appoggio delle istituzioni europee, mentre la Commissione e il Parlamento dell’Unione hanno proseguito nell’impegno di rendere l’Europa “la campionessa dello sviluppo sostenibile” con un forte ancoraggio all’Agenda 2030. L’intervento congiunto di Draghi e del presidente francese Emmanuel Macron sul Financial Timesci mostra una comune volontà di procedere nell’integrazione europea, a cominciare da regole fiscali più eque, per un approccio comune alla soluzione dei problemi.

È stato però un anno lungo e difficile. Lungo, nella percezione comune, perché segnato da fasi molto diverse: l’attesa dei vaccini, la grande campagna che ha radicalmente cambiato la situazione dell’Italia, così come degli altri Paesi che hanno potuto e saputo approfittarne, con un forte impulso anche alla ripresa del sistema produttivo. Poi la doccia fredda della nuova variante Omicron, che ci ha riportato a parlare di chiusure, lavoro a distanza, nuovi obblighi sanitari. Mentre un anno fa pensavamo che questa pandemia sarebbe stata superata con una vaccinazione universale, oggi si tende a pensare che il Covid rimarrà in forma endemica, salvo proporsi con nuove e pericolose varianti. Insomma, abbiamo capito che non è possibile, almeno per ora, sconfiggere definitivamente il virus, ma solo ottenere preziosi e temporanei armistizi. Si sperava che la crisi pandemica ci rendesse “migliori”. In realtà, nel corso di questa guerra di cui non si intravede la fine, sappiamo solo che saremo “diversi”, con una più accentuata percezione delle sfide che ci minacciano.

Crisi pandemica e crisi climatica sono diventati temi dominanti nel dibattito pubblico, non solo in Italia. Gli effetti si ripercuotono su tutti gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, dalla povertà alla condizione femminile, dall’occupazione al rispetto dei diritti umani. L’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile ha fatto fronte a queste sfide nell’ambito delle sue possibilità, ma con risultati che sono andati oltre le migliori aspettative, come abbiamo documentato agli Aderenti nel corso dell’Assemblea del 14 dicembre 2021. Da quella stessa Assemblea ci è arrivato l’invito a guardare al futuro con grande ambizione e coraggio, anche perché la situazione generale è molto difficile, il percorso dello sviluppo sostenibile sempre più a rischio e molte partite importanti vanno giocate subito. A cominciare dall’impegno alla cooperazione internazionale: per una campagna vaccinale che sia davvero globale senza la quale non si esce dalla pandemia; per il supporto ai Paesi in via di sviluppo nella loro transizione energetica, che sarà determinante per i risultati complessivi della mitigazione del riscaldamento globale; per contribuire a una visione realistica sui grandi spostamenti di popolazioni che l’aumento delle temperature sta accelerando.

L’editoriale completo sul sito asvis.it

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