Come assicurare la sostenibilità e continuità della leadership? Che cos’è il succession planning? Quali sono le strategie per favorire il passaggio generazionale in un’organizzazione del settore non profit? Quali gli ostacoli? Sono queste alcune delle domande al centro dell’incontro “Terzo Settore: Leadership, Passaggio Generazionale e Succession Planning” tenutosi a Roma, l’11 luglio, gentilmente ospitato dal Comitato Italiano per UNICEF.
L’evento è nato dalla collaborazione di Assifero, Ashoka Italia e Crescenzi & Partners ed è ha visto la partecipazione di alcuni dei principali leader del Terzo Settore italiano. Ospite dell’incontro è stata Gillian O’Neill, Executive Director di Article Group Org, un’organizzazione statunitense con un’esperienza decennale di accompagnamento al passaggio generazionale di organizzazioni profit e non.
Il tema del succession planning è oggi di cruciale importanza ed urgenza. Entro il 2035, il 50% della popolazione europea avrà più di 45 anni e ciononostante, il 65% delle organizzazioni non profit non sono dotate di un piano di successione per la loro organizzazione.
Le barriere culturali giocano un ruolo fondamentale nell’ostacolare tale processo. Secondo la ricerca condotta da Article Group Org, in Italia “i giovani adulti godono di scarsa fiducia [da parte dei leader più riconosciuti] a causa della loro giovane età e mancanza di esperienza. Ciò̀ alimenta un circolo vizioso in cui non hanno opportunità di acquisire esperienza e non diventano mai abbastanza esperti da [neutralizzare] gli stereotipi.” Questo contribuisce alla cosiddetta “fragilità del trasferimento delle conoscenze”. 
Per tale ragione, il succession planning diviene chiave per favorire uno sviluppo sostenibile e duraturo della leadership delle organizzazioni non profit.
L’intervento di Gillian O’Neill si è aperto con il concetto di “succession planning”: il processo di identificazione e sviluppo delle competenze chiave all’interno di un’organizzazione, le quali assicurano la continuità e l’innovazione dell’organizzazione. Questo è particolarmente complesso nel settore del non profit, caratterizzato dalla mancanza di risorse, capacity e finanziamenti.
O’Neill ha in seguito presentato le quattro fasi principali che caratterizzano il processo:
1) Allineamento in merito alle competenze, consiste nell’identificazione di una combinazione di competenze di base e di leadership, assicurandosi che siano legate alla missione, visione e strategia futura dell’organizzazione.
2) Definizione e realizzazione di percorsi di sviluppo e mentorship che beneficino sia gli individui che l’organizzazione.
3) Facilitazione di discussioni continue sul processo ed il suo sviluppo
4) Integrazione di strumenti e pratiche negli ecosistemi dell’organizzazione, assicurandosi che siano adottati all’interno dell’organizzazione divenendo parte del processo di reclutamento e dei flussi di lavoro.
Questo approccio, oltre ad essere centrale per poter garantire la sostenibilità e continuità delle organizzazioni, garantisce diversi vantaggi. Tra questi: l’incoraggiamento della diversità̀ di prospettive; l’espansione della base di volontari e sostenitori; una maggiore sostenibilità degli enti, resilienza e flessibilità; la promozione di mentorship intergenerazionale ed infine innovazione ed engagement digitale.
Per riguardare il video dell’intervento di Gillian O’Neill