TERZO SETTORE, LE NUOVE LINEE GUIDA. ECCO COME SI FA LA CO-PROGETTAZIONE


Il ministro Orlando ha firmato il decreto legislativo dopo un lungo percorso istituzionale. I tre messaggi: nessuna paura a collaborare, trasparenza, impegno.

Al termine di un lungo percorso istituzionale sono state adottate le Linee guida ministeriali su co-progettazione, co-programmazione e gli altri strumenti del Codice del Terzo settore. Il ministro Orlando, infatti, ha firmato il decreto il 31 marzo scorso (qui il link), dopo aver ottenuto una intesa in Conferenza unificata. Perché queste Linee guida erano così attese? Dopo molte incertezze interpretative, la sentenza n. 131/2020 della Corte costituzionale e la modifica al Codice dei contratti pubblici avevano segnato un chiaro punto di svolta: è possibile organizzare determinati interventi di interesse generale non attraverso le regole della concorrenza, bensì attraverso un modello improntato alla collaborazione fra P.A. e Terzo settore.

Il Codice del Terzo settore conteneva già importanti norme in tal senso. È il modello definito dalla Corte costituzionale come di «amministrazione condivisa», riprendendo una fortunata espressione lanciata da Gregorio Arena nel 1997. Alcune Regioni ed enti locali hanno subito raccolto l’indicazione e hanno approvato proprie leggi, adottato delibere e regolamenti. Oggi, il Ministero, all’esito di un lavoro di raccordo con Regioni, enti locali e rappresentanze del Terzo settore, offre una ricostruzione complessiva del tema, lanciando – a nostro giudizio – (almeno) tre messaggi culturali.

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