STEFANI: “DALLA DISABILITY CARD ALLA LEGGE DELEGA, SULLA DISABILITÀ PRONTI A CAMBIARE PASSO”

Sono giornate calde al Ministero per le disabilità. Sul tavolo molti fascicoli. C’è il varo della Disability Card che parte oggi, le tappe forzate per l’approvazione della Legge Delega, le misure per persone con disabilità all’interno dell’assegno unico universale, il nodo dei tassi di occupazioni sempre troppo bassi, le criticità del Dopo di noi e il caso dell’assegno di invalidità ai lavoratori. VITA fa il punto col ministro per le Disabilità Erika Stefani.

Sembra che la disability card sarà finalmente realtà. Che cambiamenti apporterà?
La Disability Card è una tessera di semplificazione che porterà dentro di sé tutti i dati relativi ad una persona. Le persone con disabilità soffrono un’eccessiva burocrazia. Non tutte le disabilità, ad esempio, sono visibili, e in alcuni casi si concretizzano situazioni spiacevoli per cui le persone devono dimostrate la propria condizione portando con sé verbali di accertamento di invalidità civile. Con la tessera si evita questo tipo di situazioni. Ma la bellezza della Card, che è un progetto europeo, riguarda la sua apertura. Già oggi noi abbiamo una convenzione con i Beni Culturali. Nel momento in cui verrà stampata la tessera si potrà accedere a musei. Ma essendo uno strumento aaperto a ogni nuova convenzione, per esempio Poste, federazione sportive, autostrade, potremo aggiungere nuovi servizi.

Con che tempi diventerà disponibile?
Auspico che con l’anno nuovo avremo le prime tessere di Disability Card stampate. Ci manca l’accordo con il tipografico per la stampa della tessera e la relativa convenzione che dovrà passare alla Corte dei Conti.

State lavorando nel contempo alla Legge Delega come richiesto dall’Europa. A che punto siete?
Stiamo lavorando a qualcosa di diverso rispetto a un Testo Unico o ad un Codice. Questa Legge Delega non vuole riformare il sistema della 104, delle pensioni e dell’accompagno. E neanche ha la presunzione di prendere la normativa per farne un nuovo codice. È una norma concentrata sull’attuazione del progetto individuale di vita. È una norma procedurale per semplificare i passaggi che una persona con disabilità deve affrontare per costruire il proprio progetto di vita. Oggi un disabile per accertare la propria condizione deve passare da innumerevoli enti e uffici. Con la Legge Delega vogliamo ridurre tutto ad un unico processo con un unico interlocutore. Vogliamo costruire un contenitore in cui ci siano tutte le figure con cui la persona con disabilità è tenuto a dialogare. Penso al Comune, le Regioni, la parte socioassistenziale, ortopedici, fisioterapisti, neuropsichiatri e enti del terzo settore. Non verrà quindi modificato il contenuto sostanziale della legge 104. Non toccheremo nulla di quello che già c’è. Ci limitiamo ad aggiungere il concetto di valutazione multidimensionale in senso semplificativo.

L’intervista completa su Vita.it

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