SERVE PIÙ FORMAZIONE PER ORIENTARSI IN UN MONDO DIGITALE

Un rapporto dell’Ocse rileva la necessità di intensificare gli sforzi per garantire che i giovani, anche quelli dei contesti più svantaggiati, possano navigare in modo sicuro e responsabile.

Un rapporto dell’Ocse, dal titolo “21st Century Readers: Developing literacy skills in a digital world”, ha esplorato in che modo gli studenti e le studentesse di 15 anni stiano sviluppando capacità di lettura per navigare nell’era dell’informazione digitale. I risultati sono stati rilasciati il 4 maggio durante un evento ospitato dalla Commissione europea e rientrano nell’indagine internazionale Pisa 2018 condotta in 79 Paesi, quelli aderenti all’Ocse più altri 43 che hanno chiesto di partecipare all’indagine comparativa.

La buona notizia è che l’istruzione può fare la differenza per aiutare i giovani ad orientarsi nel mondo digitale. La ricerca mostra che i sistemi in cui vengono trasmesse le competenze digitali hanno una percentuale più alta di studenti in grado di distinguere correttamente i fatti dalle opinioni. Tuttavia, emerge che i Paesi devono raddoppiare i loro sforzi per combattere i divari digitali emergenti. Solo la metà (54%) degli studenti dei Paesi Ocse, infatti, riceve insegnamenti adeguati a riconoscere se le informazioni online siano distorte e meno, e uno su dieci riesce a distinguere con efficacia i fatti dalle opinioni.

Il Rapporto afferma che anche l’accesso degli studenti alle tecnologie digitali e la formazione su come usarle varia notevolmente a seconda dei Paesi e del contesto socioeconomico. Gli studenti provenienti da AustraliaCanadaDanimarca e Stati Uniti hanno quasi il doppio delle probabilità di ricevere una formazione su come rilevare informazioni distorte rispetto agli studenti di IsraeleLettoniaRepubblica SlovaccaSlovenia e Svizzera.

La ricerca evidenzia anche un ulteriore divario digitale, poiché gli studenti provenienti da contesti svantaggiati sono in ritardo nelle capacità di alfabetizzazione. Con l’eccezione del Portogallo e dell’Ungheria, gli studenti che vivono in contesti meno avanzati hanno ridotte probabilità di ricevere una formazione su come convalidare efficacemente le informazioni. In BelgioDanimarcaGermaniaLussemburgo e Svezia questa differenza era superiore a 15 punti percentuali, il che dimostra un accesso particolarmente diseguale all’istruzione digitale.

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