SDSN: PER LA PRIMA VOLTA DAL 2015 IL MONDO INDIETREGGIA SUGLI SDGS

Il Covid-19 ha invertito i progressi raggiunti sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile, soprattutto a causa dell’aumento di povertà e disoccupazione. Fondamentali per la ripresa forti politiche fiscali e cooperazione globale. L’analisi di Elisa Capobianco su Asvis a partire dalle affermazioni di Jeffrey Sachs, presidente dell’Sustainable development solutions network (Sdsn), e da quanto emerso dal Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile 2021.

“La pandemia di Covid-19 ha creato non solo un’emergenza sanitaria globale, ma anche una crisi dello sviluppo sostenibile”. La crisi sanitaria ha avuto infatti un impatto su tutte e tre le dimensioni dello sviluppo sostenibile: economica, sociale e ambientale. È quanto affermato da Jeffrey Sachs, presidente dell’Sustainable development solutions network (Sdsn), ed emerso dal Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile 2021, uno degli strumenti più significativi in termini di monitoraggio degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs nell’acronimo inglese). Giunto alla sua sesta edizione, il report pubblicato il 14 giugno e prodotto dalla Bertelsmann Stiftung e da Sdsn, tiene conto di 165 Paesi e combina i dati e le analisi più aggiornate prodotte da enti internazionali, organizzazioni della società civile e istituti di ricerca.

Il progresso degli SDGs. Prima dello scoppio della pandemia, il mondo stava facendo significativi progressi, in particolare sull’SDG 1 (Sconfiggere la povertà) e sull’SDG 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture). In merito a questi Obiettivi, specialmente l’Asia Orientale e Meridionale aveva registrato numerosi passi in avanti sull’indice degli SDG. Alla fine del 2018 la percentuale di persone che viveva in condizioni di estrema povertà era diminuita di 1,4 punti percentuale a livello globale e le statistiche prevedevano un calo al 6% entro il 2030.

Progress in the world for each SDG since 2015 in percentage points

L’impatto della pandemia sugli SDGs. Tuttavia, lo scoppio della pandemia ha portato a un’inversione di tendenza spingendo nel corso dell’ultimo anno circa 120 milioni di persone in condizioni di estrema povertà per lo più in Paesi a basso e medio reddito. La crisi sanitaria, inoltre, ha esacerbato l’insicurezza alimentare (SDG2) e ha causato un aumento significativo della disoccupazione (SDG 8) come conseguenza del rallentamento dell’attività economica e della recessione globale finanziaria. Alla fine di aprile 2021, nel mondo il numero di decessi legati al virus ha superato i tre milioni di unità con un forte impatto sull’SDG 3 e una relativa diminuzione dell’aspettativa di vita soprattutto tra i gruppi più vulnerabili e le comunità emarginate. La situazione globale ha portato, pertanto, a un calo del punteggio medio globale dell’indice SDGs per la prima volta dall’adozione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile nel 2015.

Progress on SDG Index (World and OECD countries)

L’articolo completo su Asvis.it

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