RAPPORTO ASVIS: ITALIA IN RITARDO SU AGENDA 2030

Il presidente di Asvis, Pierluigi Stefanini, presentando il sesto rapporto annuale dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile: “Non possiamo più perdere tempo dobbiamo mettere a frutto tutte le nostre energie per portare avanti un cambiamento a partire dalla legge di Bilancio 2022”. L’articolo di Vita.

Su molti dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite l’Italia è in ritardo. I “Goal”, infatti, appaiono ancora più lontani da raggiungere di quanto non lo fossero lo scorso anno. È il quadro che emerge dal sesto rapporto annuale dell’Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, presentato in occasione della prima giornata del Festival dello sviluppo sostenibile (28 settembre-14 ottobre). “Drammatico”, segnala lo studio, l’impatto della pandemia sul raggiungimento degli obiettivi. Il Covid-19 ha infatti contribuito ad aggravare la situazione dell’Italia, anche se, rileva l’Asvis, ”è stato un elemento positivo lo sforzo compiuto dall’Ue nell’ultimo anno”.

Nel dettaglio, tra il 2019 e il 2020, l’Italia mostra segni di miglioramento solo per tre obiettivi: energia, cambiamento climatico, pace e giustizia; è rimasta stabile per altri tre: fame, acqua, innovazione; ma è peggiorata per ben nove obiettivi: povertà, salute, istruzione, parità di genere, occupazione, disuguaglianze, città, biodiversità terrestre, cooperazione. Guardando a come nel complesso si è mossa l’Italia nel decennio 2010-2020, risulta che per cinque obiettivi ha guadagnato terreno (salute, parità di genere, energia, innovazione, cambiamento climatico), per cinque è rimasta stabile (fame, istruzione, disuguaglianze, città, pace e giustizia) e per cinque è invece peggiorata (povertà, acqua, occupazione, biodiversità terrestre, cooperazione).

Il rapporto traccia anche quello che potrebbe essere lo scenario futuro per il nostro Paese. Sulla base delle tendenze, su 32 target quantitativi, in gran parte definiti dall’Ue, se sarà confermato l’andamento registrato, l’Italia potrebbe riuscire a centrare o ad avvicinarsi solo a sette; tra questi le coltivazioni biologiche, i consumi di energia e il tasso di riciclaggio dei rifiuti. Negative o decisamente negative appaiono le tendenze su ben 15 target quantitativi, tra cui: povertà o esclusione sociale, parità di genere nell’occupazione, emissioni di gas serra, qualità dell’aria.

L’articolo completo su vita.it

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