RAFFAELLA CARRÁ E QUEI 150MILA BAMBINI CHE SONO UN PO’ FIGLI SUOI

Raffaella Carrà è mancata lunedì 5 luglio 2021, all’età di 78 anni. Sergio Iapino, nel ricordarla, cita “Amore” come il programma che più di tutti le era rimasto nel cuore. Nel 2006, sulla scia di quella trasmissione, gli italiani avviarono decine di migliaia di sostegni a distanza. Su Vita le testimonianze di Marco De Ponte e Giancarla Pancione.

Sergio Iapino, nella nota in cui ha comunicato all’Ansa la scomparsa di Raffaella Carrà, ha voluto citare l’impegno di Raffaella per i bambini più poveri e bisognosi di aiuto. A questa preoccupazione, Raffaella Carrà aveva trovato una risposta: il sostegno a distanza. Nella primavera del 2006 infatti Carrà e Iapino firmarono insieme “Amore”, un programma che potrò in prima serata, sulla Rai, l’adozione a distanza. L’effetto fu dirompente: almeno 130mila italiani avviarono un sostegno a distanza.

Nella nota Iapino ricorda proprio questo tratto di Raffaella, descrivendola come una «donna fuori dal comune eppure dotata di spiazzante semplicità, non aveva avuto figli ma di figli — diceva sempre lei — ne aveva a migliaia, come i 150mila fatti adottare a distanza grazie ad “Amore”, il programma che più di tutti le era rimasto nel cuore».

In quegli anni, erano almeno 1 milione nel mondo i bambini sostenuti a distanza dagli italiani e certamente quel programma, con il dibattito di pro e contro che si portò appresso, diede una spinta notevole. La Carrà infatti per dieci puntate andò in giro per il mondo a documentare come un sostegno a distanza potesse (e può tuttora) cambiare la vita di un bambino, facendo talvolta incontrare in studio, come una carrambata, il sostenitore italiano con il figlio dall’altra parte del mondo. Lei stessa ha più volte raccontato pubblicamente di avere diversi bimbi adottati a distanza.

L’articolo completo su Vita.it

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