PRESENTATA LA CANDIDATURA DEL VOLONTARIATO A BENE IMMATERIALE UNESCO

“In questo doloroso periodo di pandemia abbiamo capito ancora una volta l’importanza del volontariato. Proprio per questo riteniamo importante promuovere ancora di più i valori e la pratica del volontariato gratuito e disinteressato”, ha sottolineato il presidente del Csv Padova e anima della candidatura Emanuele Alecci. Ogni Paese lavorerà a un proprio dossier che confluirà nel documento complessivo che sarà consegnato all’Unesco. L’articolo di Vita.

È stata presentata mercoledì 16 giugno presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica la candidatura transnazionale del Volontariato a bene immateriale dell’Umanità UNESCO.

Il volontariato è un’energia irrinunciabile della società, come ha ricordato pubblicamente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e senza di esso non si sarebbe potuto far fronte alle emergenze generate dalla pandemia. Sono infatti 6,3 milioni i volontari attivi in Italia di cui 4,14 operativi in organizzazioni strutturati, una forza incredibile e motore autentico della nostra società. Una rete sociale animata da un volontariato esteso indispensabile per costruire quel cambiamento nelle priorità del nostro vivere civile per non farci trovare impreparati di fronte alle nuove domande sociali e per garantire la qualità della nostra democrazia sempre più bisognosa di un’educazione al bene comune.

La candidatura è sostenuta da un comitato promotore che include diverse personalità del mondo del Terzo Settore, del giornalismo e del volontariato, nonché il Vicepresidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato.

«Ringrazio sentitamente il Senato e in particolare il Questore Senatore De Poli per la sensibilità dimostrata in questa particolare occasione. Questa candidatura che parte dal nostro Paese vuole essere innanzitutto l’occasione per avviare una grande campagna di promozione del volontariato in tutta Italia. In questo doloroso periodo di pandemia abbiamo capito ancora una volta l’importanza del volontariato. Proprio per questo riteniamo importante promuovere ancora di più i valori e la pratica del volontariato gratuito e disinteressato. La candidatura sarà transazionale e da subito continueremo ad avviare collaborazioni con le grandi reti europee di volontariato al fine di avviare congiuntamente la candidatura all’Unesco. Sarà compito di ogni Paese lavorare su un dossier che risponda al formulario previsto per le candidature immateriali all’Unesco. Il materiale predisposto da ogni Paese diverrà un unico documento che sarà consegnato all’Unesco a sostegno di questa simbolica, ma quanto mai attuale candidatura. Un lavoro che avrà bisogno di almeno 12 mesi di iniziative e di impegno per il Comitato Promotore e per quanti vorranno aiutarci in questa avventura», spiega Emanuele Alecci, presidente di Padova Capitale Europea del Volontariato.

Come ricorda il Vicepresidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato in occasione della sua adesione al Comitato: «Con la presente intendo aderire al Comitato per il riconoscimento del volontariato come patrimonio immateriale dell’Unesco. Le persone che lo incarnano e le attività che esse svolgono portano in sé e fanno vivere principi fra i più essenziali per la convivenza e la collaborazione delle tante diversità che dovranno vivere insieme nel mondo che ci aspetta: il principio di solidarietà, nutrito dalla forte sensibilità per l’interesse altrui e la ricerca, su questa base, del bene comune. Ne abbiamo tutti bisogno».

L’articolo completo su Vita.it

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