L’IMPATTO (IM)POSSIBILE

Dopo l’iniziativa di Save the Children “Impossibile 2022” una riflessione sullo stato dell’arte della finanza a impatto anche alla luce del Pnrr che contiene una sola volta il termine “innovazione sociale” o “coprogettazione”, mai le parole “non profit”, “economia sociale”, “cooperative”. “Impatto” ricorre 130 volte, ma mai associato all’idea che le logiche di misurazione del ritorno finanziario possano dipendere anche dai risultati sociali e ambientali

Bella l’iniziativa di Save the Children di pochi giorni fa: parlare di “finanza impossibile” per mettere in luce quanto e come il denaro possa tornare ad essere al servizio di obiettivi sociali meritori. Non per scavalcare o sostituire il pubblico, ma per affiancarlo, integrarne l’azione, favorirne con progetti pilota la capacità d’innovazione.
La principale organizzazione non governativa attiva nel supporto ai minori ha approcciato il tema con l’entusiasmo di chi si avvicina ad una materia nuova e ne vede tutto il potenziale e la forza disruptive, anche grazie all’eccellente case history delle proprie cugine d’oltre oceano.

Meno euforici, a dire il vero, sono apparsi i contenuti emersi dalla discussione. Per chi, come noi, non è più purtroppo un novello della materia, la sontuosa sala di Palazzo Borgia ha infatti funzionato da macchina del tempo: sembrava di essere tornati al 2009, quando di impact investing si cominciava a discutere e ci si appassionava ad analizzarne prospettive e incertezze.

In questo strano “ritorno al passato”, bene ha fatto Mario Calderini, dunque, a dire che è finito il tempo dell’advocacy: dopo quasi tre lustri, la community professionale dell’impact finance cosa può ancora ragionevolmente aspettarsi dai policy makersIl Pnrr italiano, osservato con questa lente, ben riflette la sconfitta di chiunque negli anni abbia provato ad accreditare la finanza d’impatto come nuova fondamentale strategia per ibridare risorse pubbliche e private. Quello che è il programma nazionale di investimenti più importante dal dopoguerra contiene una sola volta il termine “innovazione sociale” o “coprogettazione”, mai le parole “non profit”, “economia sociale”, “cooperative”. “Impatto” ricorre 130 volte, ma mai associato all’idea che le logiche di misurazione del ritorno finanziario possano dipendere anche dai risultati sociali e ambientali.

LEGGI L’ARTICOLO DIRETTAMENTE SU VITA

Condividi: