LASCITI FILANTROPICI, UNA RIFORMA NEL SEGNO DEL CINQUE PER MILLE

Gli enti del Terzo settore al centro della proposta di legge sui lasciti. L’obiettivo è favorire l’assegnazione dei patrimoni ad enti meritevoli attraverso una proposta legislativa che possa allineare la tassazione delle successioni e donazioni a quella degli altri paesi europei. Questo l’intento alla base della proposta avanzata dalla Fondazione Italia sociale che prende le mosse dai dati demografici del nostro Paese. La popolazione invecchia e sono sempre di piu le famiglie senza eredi (si parla di 424 mila unità nel 2030) che si ritroveranno tra dieci ani a trasferire mortis causa qualcosa come 9500 miliardi di euro.

Quale dunque lo scenario da cui parte la proposta di legge? Iniziamo col dire che donazioni e successioni ricevono lo stesso trattamento fiscale. In entrambi i casi, ai fini fiscali, si guarda al legame famigliare tra il disponente e il beneficiario. In particolare, sono previste attualmente quattro aliquote, piuttosto ridotte, in caso di trasferimento di beni o denaro, che vanno dal 4%, se il passaggio avviene tra coniugi/parenti in linea retta, fino all’8% per gli estranei ed i parenti oltre il quarto grado.

Ai trasferimenti vengono collegate specifiche soglie entro le quali l’imposta non è dovuta. Si tratta di franchigie piuttosto rilevanti. Un milione di euro la soglia, superata la quale scatta la tassazione sul valore dei beni trasferiti tra coniugi/parenti in linea retta, mentre tra fratelli e sorelle il limite si ferma a 100mila euro. Tenendo conto delle franchigie e delle aliquote applicabili è possibile affermare che, in fatto di tassazione delle donazioni e successioni, l’Italia è un vero e proprio paradiso fiscale. A tale conclusione non è difficile giungere se si confronta il sistema adottato dal nostro Paese con quello degli altri stati europei. In Francia e Germania le aliquote massime toccano e, in alcuni casi, superano, il 50% del valore dei beni in caso di successione, mentre nel Regno Unito è prevista una aliquota del 40% anche in caso di successione in linea retta, con una franchigia di 325 mila sterline.

L’articolo di Gabriele Sepio su Vita.it

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