LA VIOLENZA SULLE DONNE CON DISABILITÀ

Il 25 novembre scorso è stata la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne.

In questa occasione Fondazione Time2 ha condiviso alcune riflessioni sui propri canali social che ha deciso di riprendere e approfondire proprio il 3 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.

Violenza sulle donne con disabilità

“Le donne e le minori con disabilità corrono spesso maggiori rischi nell’ambiente domestico ed all’esterno, di violenze, lesioni e abusi, di abbandono o mancanza di cure, maltrattamento e sfruttamento”. 

Così, nel preambolo, esordisce la Convenzione ONU 2006 sui diritti delle persone con disabilità. Le ragioni di questa maggiore vulnerabilità prendono il nome di discriminazione multipla, che colpisce una persona sia per il genere che per la disabilità. Per una donna con disabilità quindi, oltre alle difficoltà connesse ad una società ancora poco accessibile, si aggiunge il rischio maggiore di subire forme di abusi o violenze

I risultati del Progetto VERA 2

In Italia, la presenza di una discriminazione multipla per le donne con disabilità è stata purtroppo confermata da una ricerca realizzata nel 2020 da VERA 2 (Violence Emergence, Recognition and Awareness, ossia “Emersione, riconoscimento e consapevolezza della violenza”), realizzata da FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) in collaborazione con Differenza Donna. Tra le 486 donne intervistate di età compresa tra i 18 e i 99 anni, il 62,3% di loro dichiara di aver subito almeno una volta nella vita una forma di violenza – fisica, sessuale, psicologica o economica

Inaccessibilità dei centri antiviolenza

I dati della ricerca sono poco confortanti. Ad essi si aggiunge l’inaccessibilità della maggior parte dei centri antiviolenza, a cui di fatto le donne con disabilità vittime di violenza non riescono ad accedere. L’inaccessibilità si manifesta in forme diverse. Oltre alle barriere architettoniche, manca il supporto necessario per andare incontro alle esigenze di persone con disabilità sensoriali, cognitive e/o relazionali. A tutto ciò, si aggiungono infine i pregiudizi e gli stereotipi.

Prevenzione, prevenzione, prevenzione

Di fronte a questa sistematica violazione dei diritti umani non ci resta che condividere i dati, i fatti affinché si diffonda maggiore consapevolezza del problema. Nelle comunità, nelle scuole e ovunque si realizzano forme di aggregazione sociale, è importante che le persone conoscano queste forme di discriminazioni intersezionali e che ognuna si possa adoperare per contrastarne la cultura. 

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