LA PARTECIPAZIONE DIGITALE PUÒ IRROBUSTIRE LA DEMOCRAZIA?

Le piattaforme online potrebbero riavvicinare la cittadinanza alla cosa pubblica, ma esistono dei limiti difficili da superare, dettati dalle modalità dei software e dalla capacità delle istituzioni di utilizzare questi strumenti. L’articolo di Milos Skakal su FuturaNetwork

Apparsa con la nascita e la costruzione degli Stati Uniti d’America nella seconda parte del XVIII secolo, la democrazia rappresentativa liberale è stata la forma di governo che si è opposta negli ultimi due secoli alle autocrazie, nel tentativo di fissare con regole costituzionali il potere sovrano nel concetto di popolo e nel delegare agli eletti la sua esecuzione. Da alcuni anni sembrerebbe consolidarsi un progressivo processo di deterioramento di questo sistema di gestione della cosa pubblica, sia dall’esterno che dall’interno. Da una parte, dopo anni di espansione, sta diminuendo la percentuale della popolazione mondiale che vive sotto regimi democratici. Dall’altra, le democrazie vivono conflitti interni rappresentati soprattutto dal crescente populismo reazionario, dall’astensionismo e dalla sfiducia nelle istituzioni democratiche.

Nel 2020, in una intervista rilasciata su questo sito, Alberto Martinelli affermava che di fronte all’indebolimento dei partiti politici e alla sfiducia dell’elettorato nei loro confronti, il futuro della democrazia dipende dalla “rivalutazione della professione politica e dal coinvolgimento degli elettori per approfondire i problemi”. La crisi dei partiti è un processo che deve interrogare prima di tutto i partiti stessi, mentre forme di partecipazione della cittadinanza, rese possibili da nuove tecniche digitali, sono già realtà in molti Paesi e in varie amministrazioni locali. Ma la democrazia rappresentativa può davvero cercare nelle piattaforme di partecipazione digitali un canale per riavvicinare i cittadini alle istituzioni? Quali sono gli ostacoli che sorgono dai modelli che vengono applicati oggi giorno, e quali potranno essere le insidie del futuro?

L’articolo completo su futuranetwork.eu

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