LA NATURA FONDATIVA DEL TERZO PILASTRO

Le missioni del prossimo piano italiano, più che assumere meri impegni in termini di allocazione, dovrebbero convincersi che il valore del Terzo settore (beni, relazioni, servizi, economie e cultura) crea impatto e si amplifica nell’intersezione fra le filiere della nostra economia.

Il Piano Nazionale di ripresa e resilienza assume, giustamente, una rilevanza crescente non solo nella sfera politico burocratica e dei corpi intermedi ma sempre più nel discorso pubblico. Un processo che si rende evidente anche guardando al modo in cui il documento viene variamente denominato: Recovery plan, next generation, Pnrr, ad indicare un progressivo trattamento del dispositivo tecnico da parte dell’opinione pubblica che se ne costruisce una propria rappresentazione riordinandone contenuti e priorità.

Il modo più semplice per approcciare il piano, anche solo per farsene un’idea, si potrebbe chiamare “conteggio delle ricorrenze”, ovvero ricerca e pesatura nelle premesse e nelle proposte, dei riferimenti a particolari soggetti, ambiti di attività, contesti territoriali e, su questa base, costruzione di un sistema di valutazione ed eventualmente di contro proposta. Una modalità classica, da rappresentanza di interessi che però è forse riduttiva sia per la fase che stiamo vivendo sia per l’impostazione di fondo del documento.

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