LA BIODIVERSITÀ DEL TERZO SETTORE PER LA SOSTENIBILITÀ INTEGRALE

Alle Giornate di Bertinoro si è parlato della necessità di una nuova ecologia che tenga conto dell’unitarietà e interdipendenza tra la dimensione antropologica, ambientale e tecnologica per uno sviluppo, appunto, che sia davvero sostenibile. In questo senso i dati Istat presentati durante l’evento di Aiccon offrono spunti di riflessioni importanti sul ruolo che il mondo nonprofit può svolgere in questo contesto in rapido mutamento.

Le Giornate di Bertinoro organizzate da Aiccon – uno dei più importanti eventi seminariali nel campo sempre più vasto e mobile che interseca Terzo Settore ed economia sociale – si caratterizzano, tra le altre cose, per un’enfasi sugli elementi etimologici e semantici delle parole chiave che ne intitolano le varie edizioni. Quest’anno al centro dell’attenzione vi era il tema della “sostenibilità integrale” ed è proprio sull’aggettivo che si è fissata l’attenzione di molti dei relatori.

Integrità = unitarietà + interdipendenza

Integrale rimanda infatti a una dimensione di unitarietà e di interdipendenza tra dimensioni antropologica, ambientale e tecnologica di cui c’è sempre più bisogno perché “la casa brucia” e le disuguaglianze aumentano. Ma più cresce l’esigenza di unitarietà e più stringenti si fanno le interdipendenze, più il sistema per essere governato in modo nuovo deve acquisire anche una maggiore integrità, cioè un carattere autentico. Altrimenti non si darà nessun nuovo paradigma capace di rifondare gli elementi di significato, di regolazione e di azione di individui, comunità e istituzioni, ma solo un “abbellimento”, spesso strumentale, del sistema tutt’oggi dominante che ci ha condotto sull’orlo del collasso.

Effetti leva

La risposta a questa sfida emersa è inevitabilmente stratificata su diversi livelli ma si può ricondurre a due “effetti leva” chiamati a significare, ancor prima di istituire, questa nuova ecologia. Il primo chiama in causa i meccanismi di coordinamento che sostanziano i sistemi di governance mentre il secondo richiede di verificare a quali condizioni le istituzioni comunitarie che afferiscono al cosiddetto “terzo pilastro” possono agire non solo per arricchire il quadro delle soluzioni ai problemi ma anche per garantire l’integrità del sistema nel suo complesso.

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