IPERFESTIVAL, LA TESTIMONIANZA DI MIRAFIORI SUD TRA LAVORO DI COMUNITA, ATTIVAZIONE CIVICA E INCLUSIONE

Nell’ambito dell’evento “L’Insostenibile periferia dell’essere” (video), promosso da Fondazione Charlemagne e Periferiacapitale nell’ambito del Festival delle Periferie di Roma (IperFestival), Elena Carli ha portato la testimonianza dell’esperienza di Fondazione della Comunità di Mirafiori Sud a Torino.

Mirafiori sud, quartiere alla periferia sud della Città. Quartiere storico ma cresciuto rapidamente negli anni 60 e 70 per accogliere immigrazione prevalentemente proveniente dal sud Italia che veniva a lavorare negli stabilimenti Fiat. Ben presto sono emerse problematiche tipiche di quartieri cresciuti rapidamente (problematiche abitative, distanza dai servizi, concentrazione problemi sociali e economici, fenomeni di spaccio e devianza). Alla fine degli Anni Novanta, si è avviato un processo di riqualificazione, il Pru di via Artom, che ha effettuato importanti interventi di rigenerazione fisica del territorio e di accompagnamento sociale che ha riqualificato importanti porzioni.

La FM è nata nel 2008 (su iniziativa di un insieme di realtà del terzo settore e di Compagnia di San Paolo) con l’obiettivo di stabilizzare i risultati del processo di rigenerazione urbana avviato nel decennio precedente. La Fondazione è sembrato lo strumento giusto per dare continuità a questi interventi, scegliendo un approccio di sviluppo locale e di comunità che andasse oltre gli interventi emergenziali o straordinari.
Ad oggi convivono dinamicamente nella FM un’agenzia di sviluppo territoriale (con funzioni di coordinamento territoriale, costruzione di reti di collaborazione, supporto alla progettazione, sviluppo di cittadinanza attiva), una casa di quartiere e una Fondazione di Comunità (con le attività di raccolta fondi e di funzione erogativa).

Criticità attuali del quartiere:

  • Tendenza alla diminuzione e all’invecchiamento della popolazione residente
  • Tasso di disoccupazione in aumento e superiore alla media cittadina
  • Livello di scolarità mediamente basso
  • Distanza dai servizi cittadini e isolamento
  • Problematiche socio economiche diffuse
  • Spazi abbandonati

Il lavoro della Fm fa leva oggi su alcuni elementi fondamentali, che nei 13 anni di attività abbiamo iniziato a individuare come imprescindibili per sostenere processi di cambiamento e governance territoriale:

  • lavoro di comunità: la Fm agisce principalmente come abilitatore del sistema di comunità, gran parte del lavoro è promuovere le reti territoriali, connettere progettualità, co produrre e co progettare nuovi interventi con una modalità poco formalizzata, adottando la modalità collaborativa come pratica. L’obiettivo è non innescare processi di competizione ma di collaborazione. La spontaneità di processi che nascono dal basso opera in un ecosistema che agevola e nutre le relazioni, c’è quindi un’abilitazione data dall’ecosistema che rappresenta un
    vantaggio strategico. Fm è un catalizzatore/una piattaforma di risorse finanziarie e non finanziarie dentro una cornice di senso co costruita. Per farlo è stato necessario un lavoro di medio lungo periodo lavorando sul capitale di fiducia, reputazione, riconoscimento reciproco.
  • attivazione civica: Mirafiori non è un quartiere non rancoroso, ha una buona coesione sociale e forte senso di appartenenza. Per questo è stato possibile promuovere e sostenere la partecipazione e l’impegno civico degli abitanti, costruendo una rete di volontariato diffusa a servizio del quartiere (non necessariamente a servizio di singole progettualità, anche se sono state singole progettualità a esserne il motore, ma a servizio del quartiere nel suo complesso). Attualmente la Fm ha 135 volontari
  • sostegno alle fasce deboli/inclusione: in un quartiere fragile è un elemento fondamentale offrire supporti concreti a fasce disagiate della popolazione guidandole sul sistema di servizi (elemento di aggancio forte, non lavorare solo con gli inclusi): circuitazione dei beneficiari su progetti di quartiere, connessione con sportelli e progetti di welfare territoriale, tramite con le istituzioni, attivazione di processi di welfare generative (beneficiari come volontari, reciprocità). In alleanza con il sistema pubblico costruzione di visioni nuove per un quartiere periferico attraversato da numerosi cambiamenti ma su cui è necessario rinforzare nuove identità e visioni sul futuro: lavorare sulla “ricostruzione” dell’identità del quartiere post industriale.

Esempi territoriali di progetti e processi di sistema che adottano gli elementi sopra descritti come attivatori

1) TEMA: Inclusione sociale/contrasto alle povertà
Mirafiori quartiere a spreco zero è stato promosso dal 2018 dall’ass. Miravolante in collaborazione con Fondazione Mirafiori e altre realtà del quartiere. L’obiettivo è coordinare il sistema locale di recupero di beni donati e la distribuzione a persone in difficoltà economica, promuovendo la cultura del dono, della reciprocità e del riutilizzo di beni. L’azione di coordinamento e monitoraggio delle donazioni è svolta attraverso una piattaforma gestionale online a cui hanno accesso volontari e referenti dei 13 centri di raccolta e distribuzione che aderiscono al progetto. Il progetto mette in collegamento i centri di raccolta e di distribuzione di beni donati, monitora le donazioni e gli aiuti erogati, accompagna i beneficiari all’interno della propria comunità e offre opportunità di volontariato. Durante l’emergenza sanitaria Covid-19 il progetto è evoluto in una rete territoriale di sostegno all’emergenza alimentare (il progetto cittadino “Torino solidale”), basandosi sulle reti di fiducia già costruite per realizzare un intervento veloce, efficace e capillare. L’esperienza pregressa e il sistema di relazioni consolidate e fiducia già esistente ha permesso di essere veloci nella risposta all’emergenza. Inoltre vi è stata un’estensione della rete territoriale per l’inclusione: parrocchie, commercianti (con iniziativa Spesa sospesa nei negozi di quartiere, che è un supporto per gli enti caritatevoli e un supporto al commercio locale), mercati rionali, cittadini attivi/volontari.
Grande motore di partecipazione civica: 135 volontari attivi, utilizzati per volontariato civico di quartiere.
Ennesima evoluzione a inizio 2021: stiamo realizzando un Patto di comunità, che rafforzi ulteriormente il sistema collaborativo locale, ottimizzando e sistematizzando le pratiche emerse nel lavoro quotidiano degli anni passati e che si è rafforzato ulteriormente in fase di emergenza. Il Patto prevederà un database unico di quartiere dei beneficiari, azioni di promozione del volontariato, azioni di crowdfunding congiunte, messa a patrimonio collettivo delle opportunità, azioni di recupero congiunte

2) TEMA: Identità nuova del quartiere
Mirafiori social green progetto avviato nel 2015/2016: 8 associazioni hanno iniziato a lavorare sul tema della nuova identità verde del quartiere, con lo slogan “Mirafiori from grey to green”. Attraverso il progetto sviluppate le seguenti iniziative: forno sociale, orto e apiario collettivo, passeggiate in quartiere per farlo conoscere all’esterno.
Mirafood è la comunità Slow Food di Mirafiori, creata nel 2018 con l’obiettivo di valorizzare l’identità e il territorio di Mirafiori attraverso la cultura del cibo, mettendo in rete 7 realtà associative attive su questi temi. L’idea di fondo è sviluppare una nuova vocazione socioambientale di Mirafiori che vada oltre l’immaginario di quartiere periferico e post-industriale e che sia incentrata sul ruolo del cibo buono e giusto come motore di inclusione sociale, di partecipazione attiva e di cura del territorio. È la prima comunità urbana di Slow food.
Al centro di Mirafood ci sono:

(1) raccolta e utilizzo di eccedenze alimentari;
(2) recupero del patrimonio gastronomico regionale e trasmissione intergenerazionale di saperi culinari (lavoro con le fasce anziane del quartiere);
(3) orticoltura urbana (in quartiere vi sono numerosi orti non regolamentati.
La Fondazione ha supportato sin dalla sua nascita progetti di ricerca azione sul tema agricoltura urbana come motore di sviluppo: dopo un decennio è confluito nel progetto Orti generali, 2019, un progetto di agricoltura urbana smart che recupera alla funzione agricola una zona del parco fluviale che costeggia il torrente Sangone. Nel parco agricolo orti in affitto (160) e orti sociali con un lavoro incentrato sull’attivazione dei cittadini e sull’inclusione sociale di fasce deboli); (4) coinvolgimento delle comunità straniere su tematiche legate al cibo; (5) promozione di prodotti tipici in quartiere.

Sviluppi: nel 2020, in connessione a Mirafood e con la volontà di lavorare sul commercio di prossimità locale (in forte crisi) è nato il “dolce di Mirafiori”, il Tronchetto di Caterina, in vendita nelle 4 pasticcerie del quartiere: c’è stato un percorso partecipato per arrivare alla ricetta (votata da una giuria popolare e una giuria tecnica) e accordo con le pasticcerie che riconoscono una percentuale sulla vendita alla Fondazione per sostenere progetti sociali in quartiere. Molto importante come esperienza pilota, che ora promuoveremo e implementeremo con la nascita di altri prodotti tipici con un progetto europeo (Fusilli) sul sistema del cibo.

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