IL FENOMENO DEI «NEET»? ORA C’È LA PIAZZA DEI MESTIERI. COSÌ SI RIMOTIVANO I GIOVANI

Inaugurata a Milano la sede del progetto torinese. Corsi di formazione, attività produttive in loco, bar e ristoranti dove ci si mette alla prova. «Spesso arrivano incattiviti, ma quando capiscono di essere bravi in qualcosa non li tieni più»

Succede che la vita, a volte, vada «in pausa». Che un percorso che davi per assodato si fermi. Una bocciatura, un licenziamento, esami universitari insuperabili che mettono fine alla quotidianità e a volte portano verso la dispersione, scolastica o lavorativa. E al fenomeno dei «Neet», i giovani che non studiano e non lavorano. Ma ci sono anche realtà, in Italia, nate invece «per muovere la vita». Come «Piazza dei Mestieri», innovativo modello di imprenditoria sociale, fondato a Torino nel 2004 e poi replicato a Catania, che, solo nel 2021 ha intercettato cinquemila ragazzi, provenienti da situazioni di dispersione scolastica e di disagio socioeconomico, aiutandoli a completare il percorso che avevano abbandonato. Ora questo modello è arrivato anche a Milano.

Percorsi

La sede, in via privata Miramare, estrema periferia Nord, è una luminosa palazzina di tremila metri quadrati (ristrutturata grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, Enel Cuore Onlus e a un finanziamento di Intesa Sanpaolo), dove entrano, ogni giorno, già 300 ragazzi dai 15 anni in su (e si arriverà a 400 nel 2023). Sono gli alunni dei corsi professionali di Immaginazione Lavoro, scuola confluita in questa realtà. Oppure giovani che cercano aiuto al job center. Ma a breve qui arriverà anche l’aiuto compiti per i bambini. Il centro ha sede sul confine tra i Municipi 2 e 9, dove la percentuale di Neet è fra le più altre della città (dal 17,2 al 18,2 per cento). Ma questo non è solo un istituto di formazione. È una «scuola-piazza» aperta da mattina a sera.

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