Fondazioni di comunità

Le fondazioni di comunità sono intrinsecamente locali: persone locali, risorse locali, donatori locali, asset locali, capacità locali, fiducia e capitale sociale locali

Non esiste una definizione unica, un modello definito applicabile e replicabile a tutti i livelli: sono diverse per origini, dimensioni, missione e, ovviamente, comunità di riferimento – un quartiere, una città, una provincia, una regione o addirittura uno stato intero. Nel loro pluralismo, nella ricchezza di differenti modelli, risiede l’immenso potenziale e la profonda potenza del movimento delle fondazioni di comunità.

Caratteristiche distintive

Nella sua più ampia definizione, secondo il Global Fund for Community Foundations sono tre gli elementi distintivi che caratterizzano fondazioni di comunità:

  • Gli asset e i beni che comprendono, oltre a quelli finanziari, capitale sociale, umano e immobiliare, che costituiscono risorse di lungo periodo per la comunità.
  • Capacità focalizzate sul lungo termine, che si sostanziano in relazioni, partenariati, costruzione di conoscenza, veicolazione di informazioni e infrastrutturazione della comunità stessa. In particolare, con lo sviluppo e il far leva su questo tipo di capacità la filantropia di comunità ha un ruolo strategico nel rafforzare la voce delle comunità stesse, invitando alla partecipazione attiva dei singoli.
  • Fiducia. Grazie all’istituzione di governance locali – espressioni del territorio – e modalità di finanziamento e supporto trasparenti, le fondazioni di comunità godono solitamente della fiducia locale da parte dei cittadini e delle istituzioni. È questa fiducia che permette loro di attivare i diversi attori del territorio e offrire un coordinamento e risposte condivise, rafforzando la società civile e innescando processi partecipativi e di appartenenza alla comunità stessa.

Il potenziale delle fondazioni di comunità

01
Attivatori

perché sono in grado di innescare e attivare il capitale sociale, le persone, organizzazioni e gruppi, della comunità stessa. Sono in grado di metterli in dialogo tra di loro, raccoglierli intorno a un tavolo e creare processi di partecipazione dal basso, facendo leva sulla fiducia conquistata.

02
Catalizzatori

perché sono in grado di attrarre risorse finanziarie e non – competenza, capacità - provenienti dai territori e oltre, per soddisfare non dei bisogni, ma i desideri e le ambizioni di una comunità, partendo dai suoi asset e co-costruendo una visione condivisa di sviluppo umano locale sostenibile.

03
Propulsori

capaci di incoraggiare e favorire le collaborazioni sui territori e di conseguenza innescare processi di innovazione economica, sociale, ambientale, culturale, in grado di beneficiare anche le politiche pubbliche locali e potenzialmente anche quelle nazionali.

La nascita delle fondazioni di comunità in Italia

Lo sviluppo in punti

Le fondazioni di comunità arrivano in Italia nel 1999 grazie allo sforzo di Fondazione Cariplo che ha avviato un programma per portare queste entità filantropiche nei territori dove opera, principalmente la Lombardia. L'obiettivo era mantenere l'indipendenza delle fondazioni di comunità, consentendo loro di collaborare attivamente con Fondazione Cariplo nell'analisi dei bisogni locali e nella ricerca di soluzioni.

Tra il 1999 e il 2006, Fondazione Cariplo ha sostenuto la creazione di quindici fondazioni di comunità nei rispettivi territori, tra cui Fondazione Comunitaria del Lecchese, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia. Nel 2019, si è aggiunta la sedicesima fondazione di comunità: Fondazione di Comunità Milano – Città, Sud Ovest, Sud Est e Adda Martesana.

Negli anni successivi, agli inizi degli anni Duemila, la Fondazione Compagnia di San Paolo comincia a sostenere le fondazioni di comunità nel Nordovest (Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria) e lo fa ancora oggi. Queste fondazioni sono viste come moltiplicatori filantropici, in linea con l'impegno della Compagnia verso la dimensione comunitaria del territorio.

La Compagnia promuove la creazione delle fondazioni di comunità quando c'è una forte volontà da parte delle comunità territoriali di impegnarsi attivamente. Riconosce e rispetta l'autonomia delle fondazioni sostenute, sottolineando la loro responsabilità nel rispondere alle esigenze delle comunità in modo originale.

Dal 2010, Fondazione CON IL SUD ha iniziato a promuovere e sostenere la creazione delle fondazioni di comunità nel Mezzogiorno, considerandole essenziali per l'infrastrutturazione sociale locale e la mobilizzazione di risorse finanziarie e sociali. Ha quindi avviato un programma di supporto ai comitati promotori delle fondazioni di comunità in varie aree del Sud.

Tra le fondazioni di comunità sostenute da Fondazione CON IL SUD, nel 2009 è nata la Fondazione della Comunità Salernitana, seguita nel 2010 dalla Fondazione di Comunità di Messina e dalla Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli. Nel 2014 sono state fondate la Fondazione di Comunità Val di Noto e la Fondazione Comunità San Gennaro a Napoli. La Fondazione CON IL SUD continua a sostenere attivamente i comitati promotori, contribuendo alla nascita nel 2019 della Fondazione Comunitaria di Agrigento e Trapani insieme ad altre fondazioni, e nel 2023 della Fondazione di Comunità di Benevento.

A partire dal 2000, Fondazione Venezia ha giocato un ruolo cruciale nel promuovere queste fondazioni in diverse aree, con esempi notevoli come Fondazione Santo Stefano di Portogruaro e Fondazione della Comunità Clodiense. Questi enti si distinguono per la loro stretta connessione con i territori specifici, spesso abbracciando più comuni e svolgendo un ruolo attivo nel miglioramento della qualità della vita locale.

In Veneto, la costituzione di fondazioni di comunità ha visto la partecipazione di enti pubblici e privati, con iniziative come la Fondazione di Comunità per la Qualità della Vita nata nel 2004. Altre regioni, come l'Emilia-Romagna, hanno seguito questa tendenza più recentemente, con la Fondazione Comunità di Parma avviata nel 2016.

Il modello di sostegno a queste fondazioni sta diventando sempre più popolare, spesso con il contributo di fondazioni di origine bancaria, come dimostra la recente istituzione della Fondazione delle Comunità Pistoiesi nel 2023. Questa tendenza evidenzia un crescente riconoscimento del ruolo delle fondazioni di comunità nel catalizzare il coinvolgimento locale e nel supportare lo sviluppo socio-economico regionale.

Oltre all’impegno delle fondazioni di origine bancaria, le fondazioni di famiglia, di impresa e altri enti filantropici riconoscono sempre di più e supportano in modo sostanziale le fondazioni di comunità del nostro Paese, riconoscendone, grazie anche al lavoro di Assifero, il ruolo distintivo e trasformativo che hanno sui territori.

Questa tipologia di supporto si sostanzia in diversi modi:

  1. le fondazioni, non necessariamente basate nelle comunità di riferimento, diventano socie fondatrici. È l’esempio di Fondazione Alberto e Franca Riva e Fondazione Vismara, fondazioni di famiglia milanese, tra le costituenti della Fondazione San Gennaro di Napoli;
  2. si investe sui territori tramite le fondazioni di comunità e si sviluppano partnership strategiche sui territori di riferimento rispetto a specifici temi. È l’esempio di Fondazione Nando ed Elsa Peretti, che durante la pandemia ha voluto investire in Sicilia e a Napoli passando per le fondazioni di comunità invece che agire direttamente.
  3. Si investe e supporta l’intero movimento, con un impegno costante, e la nascita di nuove fondazioni sia a livello nazionale che globale, come fa Fondazione Charlemagne

La guida delle fondazioni di comunità

La Guida, giunta alla sua seconda edizione, è stata realizzata da Assifero con il supporto scientifico di AICCON e il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo. Le fondazioni di comunità, ormai 52 diffuse su tutto il territorio nazionale e diversi gruppi promotori che si stanno adoperando per costituirne di nuove, stanno diventando sempre di più attori chiave del panorama filantropico italiano. Apparse in Italia nel 1999, inizialmente in Lombardia e Piemonte, questo tipo di enti si è diffuso esponenzialmente negli ultimi vent’anni, dando impulso allo sviluppo sostenibile locale e diventando catalizzatore di risorse e modelli di crescita dal basso, capaci di coinvolgere i diversi attori (cittadini, organizzazioni del Terzo Settore, imprese e Pubbliche Amministrazioni) delle comunità stesse. 

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