FONDAZIONI DI COMUNITÀ, RISORSA PER IL SETTORE CULTURALE

Catalizzatori di risorse e agenti di sviluppo, prezioso strumento a servizio delle comunità: in ascolto di Felice Scalvini, Presidente Assifero.

Quarantuno in Italia, oltre 800 in Europa, oltre 2.200 nel mondo. Un fenomeno in crescita e dalle innumerevoli potenzialità, quello delle fondazioni di comunità, nate all’inizio del secolo scorso negli USA e sviluppatesi in Europa dagli anni Novanta quali veri e propri innovatori sociali, agenti di welfare di comunità e non solo (è noto il ruolo della Fondazione di comunità di Belfast nell’Accordo del venerdì santo).

La crisi attuale e la mobilitazione di risorse private, talvolta richiesta esplicitamente dalle amministrazioni pubbliche, talaltra spontanea su iniziativa della comunità o di grandi donatori, impone una riflessione sulle loro possibili modalità di gestione. In moltissimi contesti, lo strumento delle fondazioni di comunità si rivelerebbe particolarmente appropriato, nonché prezioso anche per il settore culturale: unendo visione, flessibilità e capacità gestionale, queste fondazioni sono in grado di attivare, combinare e far convergere risorse e competenze su processi di sviluppo della comunità, connettendo gli attori sociali, culturali ed economici del territorio all’interno di un sistema di capacitazione dei singoli e della collettività. Ben lontane da una logica assistenzialista o meramente erogativa, consapevoli tanto delle esigenze del proprio territorio di riferimento quanto delle sue potenzialità, le fondazioni di comunità hanno la straordinaria capacità di attivarne e alimentarne le diverse forme di capitale, generando peraltro inediti scenari e alleanze. Un quadro all’interno del quale la cultura può declinare appieno le sue potenzialità in termini di sviluppo umano, sociale ed economico, di coesione, di benessere, di costruzione di cambiamento e di immaginari. Un’opportunità tutt’altro che trascurabile, quella offerta da questi attori del Terzo Settore, in una fase in cui occorre rinunciare con forza a qualsiasi soluzione che possa comportare il minimo rischio di compromettere un uso efficace delle risorse e di minare lo sviluppo e la fiducia della propria comunità.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Felice Scalvini, presidente di Assifero – Associazione Italiana delle Fondazioni ed Enti della filantropia Istituzionale e co-presidente di REVES – European Network of Cities and Regions for the Social Economy.

Continua a leggere l’intervista direttamente dalla fonte (AGCult)

Share: