FONDAZIONE ÈBBENE: “RIPARTIAMO DALLE RELAZIONI COMUNITARIE PER RIGENERARE L’ITALIA”

L’Assemblea dei soci di Fondazione Èbbene ha concluso un triennio impegnativo e intenso durante il quale, a partire dalla Sicilia, ha portato in tutta Italia l’approccio della Prossimità.

35mila le persone accompagnate all’autonomia solo nel 2020, centinaia gli interventi di contrasto alle povertà, rigenerazione urbana, inclusione delle fragilità che raccontano un’Italia che si rigenera attraverso le relazioni comunitarie messe in campo dai centri di Prossimità che aderiscono alla Fondazione.

A precedere l’assemblea una delle tre tappe del ciclo di incontri formativi promosso da Èbbene, “Economie di Prossimità Costruire relazioni generative” durante il quale insieme a Carola Carazzone Segretario Generale Assifero, Paolo Venturi Direttore Aiccon, Giovanna Paladino Responsabile della Segreteria Tecnica di Presidenza di Intesa Sanpaolo e Rocco Giorgianni Segretario generale Fondazione Milan, sono stati approfonditi non solo i tanti esempi di economie di prossimità di cui è ricco il Paese ma soprattutto il ruolo della Filantropia istituzionale come culla naturale di processi che mettono insieme privato sociale, istituzioni ma soprattutto persone e che generano economie positive.

Intenso il dibattito in assemblea in cui è avvenuto il rinnovo del Consiglio di gestione con una rinnovata fiducia a Edoardo Barbarossa che resterà alla presidenza per il prossimo triennio, e la conferma come componenti di Marco Gargiulo Presidente del Consorzio Idee in Rete, Laura Bongiovanni Presidente Isnet, Giuseppina Colosimo Presidente del Consorzio Sol.co Napoli. Nuovo l’ingresso nel board di Elisa Furnari già Responsabile delle relazioni esterne di Fondazione Èbbene.

“La Prossimità costruisce infrastrutture sociali e comunitarie – conclude Edoardo Barbarossa – che generano visioni nuove ed energie generative. Il cammino della Fondazione è ormai solido nei territori grazie al lavoro incessante degli operatori di Prossimità all’interno dei Centri. Siamo certi che il nuovo Comitato scientifico, costituito da figure prestigiose che hanno già contribuito a costruire percorsi condivisi con la Fondazione ma anche da altre nuove energie che hanno accolto l’impegno della Fondazione ad aprirsi al territorio, renderà più incisivo il cammino per generare prossimità culturale e operativa”.

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