FONDAZIONE CHARLEMAGNE SI RACCONTA AD ONDALUNGA

Puntata interessante quella di oggi di Ondalunga condotta da Loretta Bondi perché si torna a parlare di fondazioni. Oggi conosciamo la fondazione Charlemagne. Buon ascolto!

Intervista con Stefania Mancini, consigliera della Fondazione Charlemagne.

La trasmissione di oggi riprende la conversazione iniziata qualche puntata fa per la nostra serie occasionale sulla filantropia privata. Nella trasmissione precedente avevamo parlato con Carola Carazzone del consorzio Assifero (Qui il link alla puntata). Ad accompagnarci è, questa volta, Stefania Mancini, consigliera della Fondazione Charlemagne.

La Fondazione Charlemagne nasce nel 1998 per contrastare «l’esclusione sociale, le difficoltà sanitarie, la povertà e la discriminazione». Nel corso di oltre 20 anni i progetti che ha sostenuto in Italia e all’estero sono stati più di mille. Il focus, dice la Fondazione, oggi  mira «a creare un ecosistema no-profit sostenibile e un sistema di partenariato strategico con fondazioni italiane e straniere che condividono i nostri valori».

Dalla nascita della Fondazione ai giorni nostri, due crisi di enormi proporzioni hanno squassato il sistema mondiale: la crisi economica e finanziaria del 2008 e quella attuale della pandemia. Entrambe hanno avuto effetti devastanti sulle fasce più vulnerabili della popolazione mondiale, ovvero proprio quelle che la Charlemagne sostiene attraverso le organizzazioni del sociale. Queste crisi hanno avuto, inoltre, ripercussioni dirette sulle capacità finanziarie e di sostegno economico della filantropia privata e imposto aggiustamenti di mandato e prospettive che Mancini descrive.

Stefania Mancini ripercorre quindi con noi le tappe del lavoro della sua Fondazione e i princìpi che la animano; descrive a titolo di esempio un progetto nazionale, quello sulle periferie di Roma,  e uno internazionale a Betlemme, che hanno ricevuto l’appoggio della Charlemagne, e valuta le sfide attuali.

Concludiamo esaminando il rapporto con un panorama politico autoreferenziale e la capacità del privato sociale, incluse fondazioni e organizzazioni del terzo settore, di influenzare decisioni che riguardano tutti noi.

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