EDUCAZIONE FINANZIARIA: L’IMPATTO DEL COVID LA RENDE ANCORA PIÙ URGENTE

I cambiamenti in atto nella nostra società, accelerati dagli effetti della pandemia, impongono una nuova attenzione alla cultura finanziari per pianificare il futuro.

Mai come quest’anno il tema dell’educazione finanziaria rivela il suo valore strategico. Nei migliori dei casi, infatti, la pandemia deprime i consumi e alimenta i risparmi; nei peggiori, sconvolge le prospettive di lavoro e di reddito, altera profondamente le motivazioni agli investimenti, alimenta un clima diffuso e condiviso di incertezza, tale addirittura da aver dato vita alla sindrome planetaria della “Covid fatigue”. L’incertezza economica e l’ansia psicologica si riflettono così in un crescente disorientamento collettivo che contribuisce a corrodere la fiducia stessa nel funzionamento delle istituzioni democratiche.

E il tema assume particolare significato in Italia: per la radicata propensione al risparmio; per la radicale svolta impressa dalla (presumibilmente lunga) stagione dei tassi negativi, che corrode la fiducia dei risparmiatori in opportunità di investimento tradizionali e rassicuranti; per i prevedibili impatti sul mercato immobiliare, sconvolto a sua volta dai cambiamenti in corso nell’”utilizzo” delle città, sempre più, e speriamo non irreparabilmente, svuotate da attività economiche, commerciali e turistiche (con conseguente, possibile rivalutazione, tuttavia, dei centri non metropolitani).

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