ECCO COME L’ECONOMIA CREATIVA PUÒ DIVENTARE VOLANO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Le Nazioni Unite hanno riconosciuto al settore lo status di forza motrice per costruire un futuro in grado di rispettare l’ambiente, i lavoratori, i principi fondamentali della democrazia

Con l’annuncio formale del 2021 come “Anno internazionale dell’economia creativa per lo sviluppo sostenibile”, le Nazioni Unite hanno riconosciuto all’economia creativa lo status di forza motrice per costruire un futuro in grado di rispettare l’ambiente, i lavoratori, i principi fondamentali della democrazia.

La decisione era stata presa già il 19 dicembre del 2019, con la risoluzione poi adottata a novembre dell’anno successivo, in piena pandemia. Ma adesso più che mai – dopo un anno segnato dal Covid19 – quella risoluzione sembra una decisione particolarmente attuale, necessaria, in un momento in cui c’è bisogno di soluzioni creative per le sfide del presente: il pensiero creativo deve essere uno strumento prioritario per dare nuovo slancio all’innovazione, nella risoluzione dei problemi, per guidarci fuori dalla recessione che ha colpito tutto il mondo.

Quello di economia creativa è un concetto in continua evoluzione, che si basa sull’interazione tra creatività e idee, proprietà intellettuale, conoscenza e tecnologia. Fin dalla sua prima definizione – introdotta nel 2000 – la locuzione “economia creativa” è servita a indicare la trasformazione della nostra società da un’economia industriale a una basata sulle idee.

Nel saggio del 2001, “The Creative Economy: How People Make Money from Ideas”, John Howkins indicava l’economia creativa come un nuovo modo di pensare, in grado di rivitalizzare il settore manifatturiero, quello dei servizi, quello del commercio al dettaglio e ovviamente l’intrattenimento.

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