DALLA SOLIDARIETA’ ALLA PROSSIMITA’

“Le fragilità che il Covid ha accentuato e ha moltiplicato nel nostro Paese non possono risolversi con interventi di pura solidarietà, rischieremmo di generare una nuova generazione da assistere “. L’intervento di Edoardo Barbarossa, Presidente di fondazione Èbbene.

Nel futuro e nella ricostruzione di un Paese che si è riscoperto fragile, certamente vanno fatte delle scelte di campo. Gli italiani hanno ritrovato la loro vocazione al prossimo. Una cultura della solidarietà e dell’impegno volontario che ha sostenuto le parti più fragili del paese insieme al sistema sanitario e a quello degli operatori sociali. Certo è che le ricostruzione alla quale dobbiamo prepararci può declinarsi in più sfumature, c’è da augurarsi che venga orientata in ottica generativa, o meglio, rigenerativa. Questa scelta permetterebbe di costruire un Paese più forte, in cui i pilastri di una comunità che investe sul proprio sviluppo sono tutti eretti e rafforzati, basti pensare alla formazione e all’educazione, alla cura sociale e sanitaria della persona, al lavoro e all’ambiente. E se il forte movimento volontaristico (inteso come modalità dell’agire e non solo come forma giuridica) che ha sostenuto il Paese nelle ultime settimane ha certamente contribuito alla tenuta sociale, per il post covid rischia di non bastare. Gli interventi finanziari che in queste ore il Governo sta mettendo in campo, senza nessuna pregiudiziale sulla loro sufficienza o efficacia, devono trovare un tessuto sociale pronto e complementare perché in un disegno più ampio si lavori al rilancio del Paese.

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