COEHSION FUNDRAISING: RACCOGLIERE FONDI FACENDO SQUADRA CON LA COMUNITÀ

Le organizzazioni non profit stanno attraversando un periodo di cambiamenti, sia rispetto alla raccolta fondi che al loro sviluppo futuro, creando diverse domande in coloro che ci operano. In quest’ottica il Cohesion Fundraising rappresenta, secondo l’intervento di Gianluca Rumi e Carlo Gallone su secondowelfare, un’opportunità per governare i cambiamenti secondo logiche di partecipazione e coesione sociale.

La raccolta fondi rappresenta un aspetto da gestire con sempre maggiore attenzione da parte delle organizzazioni no profit (onp). Si riducono nel tempo le risorse pubbliche storicamente destinate al sociale, rendendo urgente l’individuazione di nuove forme di finanziamento. Cambiano le forme e i canali di raccolta di risorse private, le donazioni, che giungono sempre meno da canali tradizionali – quali eventi di beneficienza, lotterie – incalzati da nuove forme di finanziamento come raccolte fondi online (nel 2021 le donazioni online hanno pareggiato per la prima volta quelle in contanti) così come progetti di responsabilità sociale con le aziende.

Se le limitazioni dovute alla pandemia di Covid-19 hanno impattato su strategie e canali di fundraising, è pur vero che quelle onp che hanno saputo leggere i cambiamenti in corso, “progettando l’improvvisazione” e reinventandosi, hanno resistito meglio alle difficoltà, o addirittura, ne sono uscite rafforzate. Di fronte al cambiamento, la strategia dell’attesa non paga: citando Papa Francesco, “A volte noi viviamo uno spirito di parcheggio, viviamo parcheggiati, senza questo slancio del desiderio che ci porta più avanti”.

Da dove possiamo cogliere questo slancio? In queste nuove forme di raccolta fondi, il coinvolgimento della comunità rappresenta un elemento cruciale: il fundraising è strategico non solo per reperire risorse, ma anche e soprattutto per favorire la partecipazione attiva al bene comune.

Quali conoscenze e competenze servono, allora, per “giocare d’anticipo” ed affrontare i cambiamenti?

L’articolo completo su secondowelfare.it

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