Da enti di erogazione ad enti filantropici: le fondazioni a confronto con il fundraising

Data

Autore

Tipologia

Media

Articolo completo

Condividi

Più Fundraising Più Cultura intende creare una piattaforma di confronto con tutti quegli enti che possono essere facilitatori dello sviluppo di competenze e conoscenze da parte delle organizzazioni culturali. Tra queste il settore filantropico e delle fondazioni di origine bancaria non poteva mancare.

Andrea Rebaglio (Cariplo) ha voluto innanzitutto ricordare come Cariplo è impegnata a fare in modo che il terzo settore operi sempre più come “imprese” in un’ottica che superi la dicotomia tra non profit e for profit. In particolare, il progetto FUNDER35, promosso da 20 fondazioni di origine bancaria, è stato una grande esperienza decennale che ha permesso di aiutare imprese culturali di carattere giovanile (con una predominanza di under35 nei loro board) a strutturarsi e a migliorare le proprie competenze. Grazie a interventi di “capacity building” che hanno portato ad un miglioramento operativo e gestionale, queste realtà hanno potuto partecipare ad un percorso di maggiore autonomia anche per quanto riguarda il fundraising, e i risultati non hanno tardato ad arrivare. Ad esempio, le imprese della comunità di Funder35 invitate a partecipare ad un percorso di crowdfunding hanno avuto una percentuale di successo superiore al 90%, a dimostrazione che il lavoro di affiancamento e di costruzione di queste strutture organizzative è stato utile a rafforzarle nella gestione e nella realizzazione di queste campagne.

Nel rappresentare Assifero, Francesca Panzarin ha sottolineato come questi enti filantropici non siano più solo “erogatori” ma stakeholder che hanno capacità di agire e che devono essere considerati soggetti attivi, andando oltre alla logica del finanziamento a singoli progetti e alle erogazioni “a bando” ma investendo in percorsi anche di più lunga durata che possano rafforzarne la struttura e la capacità di autosostentamento. “Se vogliamo generare impatto – ha concluso – dobbiamo investire nelle organizzazioni e non solo nei loro progetti e quindi andare anche oltre il bando”.