Il 2 luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato il Piano Nazionale per l’Economia Sociale, predisposto in attuazione della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 27 novembre 2023 sullo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale.
L’approvazione è avvenuta attraverso un’informativa al Consiglio dei Ministri, e non mediante un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, come inizialmente ipotizzato. Il Piano assume quindi la forma di un documento strategico di indirizzo: definisce gli obiettivi e le linee di intervento che orienteranno le politiche pubbliche dedicate all’economia sociale, la cui attuazione richiederà successivi provvedimenti normativi e amministrativi.
È il primo Piano Nazionale dedicato all’economia sociale e rappresenta il quadro di riferimento per lo sviluppo di un ecosistema che comprende, tra gli altri, enti del Terzo settore, cooperative, imprese sociali, società di mutuo soccorso, fondazioni ed enti filantropici.
L’elaborazione del documento è il risultato di un percorso di confronto coordinato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, al quale Assifero ha partecipato insieme ai principali soggetti rappresentativi dell’economia sociale. Tra questi, Acri – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Fondazione Terzjus, Euricse – European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises, Forum Nazionale del Terzo Settore ETS e CSVnet – Associazione Centri di Servizio per il Volontariato ETS, oltre a rappresentanti delle istituzioni, del sistema finanziario, del mondo accademico e degli ordini professionali.
Tra i contenuti del Piano, riveste particolare interesse per il settore filantropico il riconoscimento esplicito del ruolo della filantropia. Nei paragrafi 103-105, dedicati a “Promuovere il ruolo della filantropia e del dono”, il documento richiama le diverse tipologie di fondazioni, fondazioni di origine bancaria, di famiglia, di impresa, di comunità ed enti filantropici secolari, riconoscendone il contributo all’interno dell’economia sociale e il ruolo nel sostenere organizzazioni senza scopo di lucro, promuovere innovazione sociale e favorire lo sviluppo delle comunità.
Il Piano non si limita a riconoscere il ruolo della filantropia, ma individua anche alcune linee di sviluppo per rafforzarne il contributo all’interno dell’economia sociale. Tra queste figurano la promozione di strumenti di matching fund tra risorse pubbliche e private, il sostegno agli investimenti sociali e una riflessione su possibili misure di carattere normativo e fiscale volte a valorizzare il patrimonio destinato a finalità di interesse generale.
Le misure dedicate alla filantropia si inseriscono in una strategia più ampia che interviene sul quadro normativo e fiscale dell’economia sociale, sul rafforzamento degli strumenti finanziari e dell’accesso alle risorse, sulla promozione del social procurement e dell’amministrazione condivisa, sullo sviluppo delle competenze e sul consolidamento della conoscenza del settore attraverso dati, statistiche e strumenti di misurazione dell’impatto sociale.
Il riconoscimento della filantropia nel Piano è anche il risultato del lavoro di interlocuzione portato avanti da Assifero durante il percorso di elaborazione del documento, affinché il ruolo delle fondazioni e degli enti filantropici trovasse adeguato spazio all’interno della strategia nazionale per l’economia sociale. L’approvazione apre ora una nuova fase, dedicata alla sua attuazione e al confronto con i soggetti che hanno contribuito alla sua definizione.
Per approfondire
- Scarica il Piano Nazionale per l’Economia Sociale
- Via libera in Consiglio dei ministri: nasce il Piano nazionale per l’economia sociale – 2 luglio, Vita
- L’economia sociale vara il piano: fisco e finanza a misura d’uomo – 3 luglio 2026, Il Sole 24 Ore
- Anche l’Italia adotta un piano di azione per l’economia sociale – 6 luglio 2026, Terzjus
- Il Piano nazionale per l’economia sociale spiegato in dieci punti – 6 luglio 2026, Vita