Fondazione della Comunità locale ProValtellina

Sondrio

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Descrizione:

La "Pro Valtellina" ha origini lontane.

Come "Associazione" nacque agli inizi del secolo XX°. Divenne poi "Fondazione" nel 1946, sulla base di un "Fondo patrimoniale" costituito da titoli finanziari e da un "Palazzo" appena costruito, sito nella zona di Sondrio che si avviava a diventare parte centrale della nuova Città. La nascita della "Fondazione" è da attribuire alla saggia lungimiranza del Prefetto, Plinio Corti, e di illustri valtellinesi, tra i quali Piero Fojanini di Sondrio, Lino Dassogno di Berbenno e Balilla Pinchetti di Tirano. La "Fondazione" fu poi eretta in "Ente Morale" con decreto del Ministro degli Interni, nel 1956.

Sin dall'origine, la "Pro Valtellina" ha ricevuto la sua più evidente e concreta connotazione dalla composizione del suo massimo organo di governo, il "Consiglio di Amministrazione", formato da quindici persone, tutte da considerare come espressione e rappresentanti della "Comunità locale di Valtellina e Valchiavenna". Era infatti formato da rappresentanti della "Provincia" e degli allora cinque "Mandamenti", oltre che da designati dagli "Ordini Professionali" e da Organismi rappresentativi della Montagna, dell'Agricoltura, del Turismo e dell'Istruzione.

Quando, con richiamo ad esperienze del "Mondo americano ed anglosassone", hanno cominciato ad avere sviluppo anche in Lombardia le "Fondazioni della Comunità Locale" (stimolate efficacemente della "Fondazione Cariplo", nata dalle leggi di riforma delle Casse di Risparmio e delle Banche pubbliche), anche la "Pro Valtellina", per altro unico esempio in Lombardia, si è resa conto di avere già questa connotazione.

Così, per determinare in pienezza questa connotazione di "Fondazione della Comunità Locale", le è bastato dare corso ad alcuni ritocchi al suo Statuto, per aggiornarlo alla realtà attuale, anche e soprattutto nelle terminologie e nelle denominazioni degli Organismi di provenienza degli Amministratori, nei meccanismi di nomina degli Amministratori stessi, e nella definizione puntuale delle proprie finalità e dei propri scopi.

Questa particolare e semplice trasformazione, certamente molto contenuta e per nulla "rivoluzionaria", ha consentito alla "Pro Valtellina" di beneficiare di fondi messi a disposizione dalla "Fondazione Cariplo", sia in conto patrimoniale, sia per accrescere le possibilità di erogazioni sul territorio, a sostegno di progetti di utilità sociale, nel campo dell'assistenza, della beneficenza, dell'istruzione e della cultura, per il perseguimento di una sempre migliore qualità della vita e di un attivo legame di solidarietà e di responsabilità sociale.

Questa presenza attiva sul territorio si esplica mediante periodici "BANDI", che, con il massimo di diffusione nella realtà locale, offrono opportunità di incentivi per i "progetti di utilità sociale", promossi dai più svariati organismi, pubblici e non-pubblici.

Accompagna questo movimento e questa attenzione, e rimane fisso nella Pro Valtellina, il proposito e l'impegno di promuovere lo sviluppo di una vera e propria "cultura della donazione", che si esplica mediante la raccolta di fondi e di elargizioni, sempre e comunque destinati al sostegno e alla realizzazione di "progetti e interventi di utilità sociale".